Archimede: il genio che tenne Roma a bada per tre anni
Lo sapevi che… Archimede tenne Roma a bada per tre anni? Archimede di Siracusa è entrato nella cultura popolare attraverso la vasca da bagno e l’eureka. È una storia vera, ma riduttiva. Quello che si racconta meno è che fu anche uno degli ingegneri militari più straordinari dell’antichità e che lo dimostrò nel modo più concreto possibile.
Nel 214 a.C. Roma inviò contro Siracusa una delle flotte più potenti mai assemblate nel Mediterraneo, comandata dal generale Marco Claudio Marcello. L’obiettivo era prendere la città in pochi giorni. Ci vollero tre anni.

Archimede aveva preparato la difesa con una precisione che i Romani non si aspettavano: catapulte calibrate per colpire bersagli in movimento sull’acqua; gru meccaniche (le chiamavano “artigli di Archimede”) che si protendevano oltre le mura, agganciavano le navi nemiche e le ribaltavano e, secondo alcune fonti antiche, specchi ustori in grado di concentrare la luce solare sugli scafi romani fino a incendiarli.
Lo storico Plutarco riferì che i soldati romani erano diventati talmente diffidenti che, alla sola vista di una trave o di una corda sporgere dalle mura, si davano alla fuga convinti che fosse un’altra invenzione del vecchio siracusano.
I Romani entrarono in città solo approfittando di una festa religiosa durante la quale la guardia si era allentata. Marcello aveva dato ordine esplicito di non toccare Archimede. Non fu rispettato. Lo trovarono, secondo la tradizione, intento a disegnare figure geometriche nella sabbia.
